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Gay & Bisex

Se vuoi mia moglie ,mi devi scopare


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
31.08.2026    |    2.112    |    6 9.7
"Elena lo prese prontamente in bocca, poi con un cenno spinse anche il mio viso verso di lui, costringendomi a leccare e stimolare la sua cappella mentre continuavo a muovermi dentro di lei in un..."

​Il primo scambio su 69 fu breve ma denso di promesse. L'annuncio lo avevano pubblicato Marco ed Elena, ma fu lui a rompere il ghiaccio nei messaggi, scrivendo con una schiettezza che mi colpì subito.
— Cerchiamo una persona aperta, pulita e soprattutto discreta per allargare i nostri confini, — mi scrisse la seconda sera.
— La discrezione è d'obbligo anche per me, — risposi. — Cosa avete in mente di preciso?
— Niente di affrettato. Ci piace la tensione che cresce giorno per giorno. Ma prima di fare qualsiasi cosa con mia moglie, preferisco vederci da soli. Ti va un drink per conoscerci?
​Accettai senza esitazione. Ci demmo appuntamento in un locale semi-buio in centro, un posto con poltrone di velluto scuro e musica soffusa dove era facile mimetizzarsi. Marco arrivò con dieci minuti di anticipo; lo riconobbi subito dalla foto del profilo, anche se dal vivo aveva una presenza più fisica, misurata, quasi magnetica. Indossava una camicia bianca con le maniche arrotolate sugli avambracci vigorosi.
​Ci sedemmo a un tavolino d'angolo. Ordinammo due negroni. All'inizio parlammo del più e del meno — il lavoro, la routine spezzata da quella curiosità condivisa —, ma la conversazione scivolò presto su binari più intimi. Marco mi raccontò di come lui ed Elena gestissero la loro complicità, di quanto fossero selettivi e di come cercassero qualcuno che sapesse stare al gioco senza insicurezze.
​Mentre parlava, il suo tono si fece più basso e confidenziale. Allungò una mano sul ripieno del tavolino, poi, con una naturalezza disarmante, la fece scivolare sulla mia coscia, appena sopra il ginocchio. Le sue dita iniziarono a risalire lentamente la stoffa dei jeans, tracciando una linea calda che mi tolse il respiro per un istante. Si fermò a metà della gamba, stringendo leggermente la carne per saggiare la mia reazione, mentre i suoi occhi scuri mi fissavano con una domanda muta e accesa.
— Direi che la tensione si taglia con il coltello, — sussurrò abbozzando un sorriso sicuro. — Ti va di spostarci?
​Salimmo sulla sua auto, una berlina scura parcheggiata in una via laterale poco illuminata. Appena chiuse le portiere, l'aria all'interno si fece rovente. Senza preamboli, Marco si sporse verso di me dal lato del guidatore, mi sbottonò i pantaloni con decisione e liberò il mio membro con un gesto rapido. Si chinò sul sedile, accogliendomi tra le labbra con una lentezza disarmante, alternando pressioni profonde e sfioramenti leggeri che mi costrinsero a chiudere gli occhi e ad appoggiare la testa contro il poggiatesta, lasciandomi travolgere da quel ritmo sapiente finché non si fermò, rialzandosi con un cenno d'intesa.
— Test ampiamente superato, — disse passandosi una mano sulla bocca con un sorrisetto compiaciuto. — Ora possiamo passare a Elena.
​Ma ero troppo eccitato e, con la mano, spinsi la sua testa sul mio cazzo, chiedendogli di finire. Lui sorrise, mi fece venire in bocca e bevve senza esitazione.Passarono tre giorni e lui fu di parola.Ci incontrammo.
​La sera del cinema arrivai con largo anticipo davanti alla multisala, comprando i tre biglietti per la fila centrale della sala quasi vuota. Quando Marco ed Elena si avvicinarono nel foyer, l'impatto fu folgorante. Elena era di una bellezza magnetica: indossava un abito corto di seta nera che lasciava scoperte le gambe e diffondeva una fragranza intensa di ambra e vaniglia. Ci accomodammo al buio, facendo sedere lei esattamente nel mezzo, tra me e suo marito.
​Con l'inizio del film, feci scivolare lentamente la mano sul bracciolo, sfiorando la stoffa dell'abito e la pelle nuda della sua coscia. Lei sussultò appena, poi schiuse le gambe in modo invitante. Salii con le dita fino a scoprire l'assenza totale di intimo, bagnata e calda. Con il pollice iniziai a stimolarla, mentre lei reclinava la testa all'indietro mordendosi il labbro per soffocare i gemiti. Nel momento di massima tensione, la mano di Marco scivolò nell'oscurità del bracciolo opposto, sovrapponendosi alla mia per guidare e accelerare il ritmo, fino a farla venire tra le contrazioni della sua stessa mano.
​Usciti dalla sala in silenzio, ci dirigemmo verso il loro appartamento in una zona residenziale silenziosa e raffinata. Appena varcata la soglia, Elena si sfilò i tacchi e fece scivolare a terra l'abito nero, rimanendo completamente nuda, con la pelle lucida di calore. Ci spostammo sul letto matrimoniale di lino chiaro.
​Elena mi salì a cavalcioni, mentre io cercavo il suo collo e il suo petto con la bocca. Contemporaneamente, Marco si sistemò alle mie spalle, facendomi scivolare le mani lungo i fianchi fino a sbottonarmi e liberarmi. Senza indugio la penetrai, mentre Marco, chinandosi sul mio collo, mi baciava e offriva il suo membro proprio accanto alla mia guancia. Elena lo prese prontamente in bocca, poi con un cenno spinse anche il mio viso verso di lui, costringendomi a leccare e stimolare la sua cappella mentre continuavo a muovermi dentro di lei in un ritmo frenetico e condiviso.
​Il rapporto si trasformò in un incastro continuo e senza confini. A turno, ci scambiammo posizioni e attenzioni: io che curavo il piacere di Elena mentre Marco mi stringeva e mi guidava, o viceversa, in una spirale di odori, respiri spezzati e sudore. Elena si sdraiò sul letto e io iniziai a leccarla. La mia lingua giocava nella sua figa, sul clitoride, sulle piccole e grandi labbra; volevo darle piacere. Poi la penetrai, iniziai a spingere e, mentre la scopavo, suo marito interpose il suo cazzo fra le nostre bocche e lo leccammo all'unisono.
​Poi lui mi chiese se potessi penetrarmi analmente; io dissi di no e, a quel punto, mi chiese di essere lui a essere penetrato mentre leccava la figa della moglie. Ovviamente accettai: così, mentre lui leccava la figa della moglie ed era messo alla pecorina, io mi prendevo cura del suo culo. In questa posizione tutti e tre raggiungemmo l'orgasmo: io gli sborrai dentro il mio caldo seme, lui sborrò sul letto e lei schizzò in viso al marito.
​Alla fine, quando crollammo a pancia in su sulle lenzuola disfatte, non c'era traccia di imbarazzo o gelosia, ma solo la certezza di aver trovato una perfezione carnale rara e assoluta.
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